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L'impatto è
notevole, sia per le caratteristiche grafiche fortemente
peculiari dei personaggi (i colori accesi, le fisionomie
distorte, la pelle giallastra), sia per l'ironia pungente che
già caratterizza la sceneggiatura.
In una dichiarazione, lo stesso Matt Groening ammette: "Io
sapevo che la mia roba non sembrava "di tendenza", ma non ho
mollato, non importava quanto apparisse immaturo il segno. I
miei più talentuosi amici crebbero, diventando maturi e
mettendo da parte il fumettismo per più serie attività. Ora
loro sono dei vecchi e noiosi dottori, avvocati e manager. Io
dall'altra parte sono riuscito a colpire il jackpot
fumettistico"
Tanto per dare una dimensione dell'apprezzamento che il
cartone animato si saprà guadagnare a tutti i livelli nel
mondo intero, basterà ricordare che la serie vince un Emmy e
guadagna il primato di cartone animato di "prime time" con la
più lunga permanenza sullo schermo.
Sulla scia del successo, Groening fonda il "Bongo Comics
Group", con cui pubblica quattro raccolte di fumetti ("Simpson
Comics", "Radioactive Man", "Bartman", "Itchy and Scratchy
Comics") e due speciali ("Lisa Comics" e "Krusty Comics").
I Simpsons, i cui nomi sono presi dalla famiglia dello stesso
cartoonist (eccetto Bart), sono un gruppo di personalità
patologiche che forniscono in controluce un'immagine
irridente ma in definitiva preoccupante non solo della
famiglia americana ma anche dei suoi valori. Le "icone"
dell'ignorante e ignavo Homer, il capofamilgia (si fa per
dire), del pestifero Bart e degli altri componenti,
tratteggiano con precisione gli stili di vita e le
aspirazioni che contraddistinguono i personaggi ben più
concreti della vita reale americana e, ormai, globalizzata.
Grazie al successo dei Simpsons, Groening mette in cantiere
un'altra serie animata che nasce da una sua antica passione
e, nel 2000, nasce "Futurama", gustosa e graffiante satira di
motivi e cliché della narrativa fantascientifica classica.
Fonte: leonardo.it
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